Friday, April 04, 2008

Ti guardo, da qui.
Ferma, niente spasmi,
niente fretta.
E tu mi precedi.
Mi indovini.
Mi sorprendi.
Dici. Fai.
Senza tempo in mezzo.
Ci sei come nessuno mai.
Per me. Qualsiasi cosa.
Ferma qui,
niente spasmi,
niente fretta.
Forse riesco a convincermi
che tu possa davvero
volermi. Così.
Ma io poi cosa voglio
per me?

Friday, March 28, 2008

Ho detto sì,
solo per non continuare
a dire no.
E non è una gran motivazione.
Ma è l'unica vera.
Ci sono vuoti irrisolti,
che nessuno saprà colmare.
Ma è inutile che continui a piangerli.
A venerarli. A incensarli.
C'è un treno che non si muove.
C'è un lago che non mi vuole.

Wednesday, March 05, 2008

A volte di più.
Ma il resto è latenza,
comunque.

E' presenza.
Ma quieta,
gentile.

A volte di più.
Ma il resto è legame,
comunque.

Monday, February 04, 2008

Sconti ciò che non ti appartiene.
Lasciato a distanza
dall'interpretazione.
E non c'è niente che non vada,
potrei far finta,
potrei raccontarmi.
Ma ho perso la passione per l'inganno.
E ho un cerchio che non chiudo.
Ti lascio allo sguardo critico.
Sei il compromesso,
che ancora non voglio.

Saturday, January 12, 2008

Non ho voglia neppure
di darti morte certa.
Per poi dinuovo cambiare
questi colori.
Per poi dinuovo cambiare casa
alle parole.
Perché tornerai
anche tu
lieve e gentile
per qualche istante
di tanto in tanto.
E non ho voglia allora
di un'altra fuga.
Tanto vale attendere qui.
Per il tempo necessario.

Wednesday, December 19, 2007

Non ci sarà
il tuo sonno silenzioso.
Il tuo burro azzurro per le labbra.
Né la tua pelle, né il tuo odore.
Non ci sarà la tasca del pane.
Né un bagaglio essenziale.
Mi aspetta un sole sgranato.
Un mare difeso.
Un cielo diverso.
E non ci sarai tu.


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Oggi verrei a casa tua,
farei questo lungo viaggio
solo per infilare questi versi
nella fessura sotto la porta,
non potrei rompere
il divieto di rivederci.
Niente, vorrei dirti,
solo questo niente.
Fu detto già tutto.
Da quando ci siamo separati
sopravviviamo,
siamo la rovina di quel tempo.
Ma questo mio niente dopo di te
mi sostiene e si rafforza,
cresce bene con gli anni,
si fa grande, muta la voce,
non vuole più stare con me,
esce sempre più spesso
a cercare altro niente,
inutilmente bello come fui.
I nostri occhi han fissato il sole,
non guardano più,
ricordano di aver visto.
A che servirebbe rivederti?
Perderei il mio niente.
Di tutte le cose che potevo fare
ho sempre scelto una sola,
monco di troppe vite non fatte
tu sei il Niente che mi ha scelto.
E ti appartengo sempre.

Il mio niente, Roberto Pazzi

Monday, December 10, 2007

E smetto di arginare.
Mi si possa almeno
inondare e travolgere.
Gli occhi aperti
hai notato,
su nessuna vergogna.
Avidi e sbarrati, avrei detto,
su nessuna paura.
Ché questo dolore
non sarà più grande.
Qualunque cosa sia.
Infine ho imparato
a sopravviverti.