Ti guardo, da qui.
Ferma, niente spasmi,
niente fretta.
E tu mi precedi.
Mi indovini.
Mi sorprendi.
Dici. Fai.
Senza tempo in mezzo.
Ci sei come nessuno mai.
Per me. Qualsiasi cosa.
Ferma qui,
niente spasmi,
niente fretta.
Forse riesco a convincermi
che tu possa davvero
volermi. Così.
Ma io poi cosa voglio
per me?
Friday, April 04, 2008
Friday, March 28, 2008
Wednesday, March 05, 2008
Monday, February 04, 2008
Saturday, January 12, 2008
Wednesday, December 19, 2007
Non ci sarà
il tuo sonno silenzioso.
Il tuo burro azzurro per le labbra.
Né la tua pelle, né il tuo odore.
Non ci sarà la tasca del pane.
Né un bagaglio essenziale.
Mi aspetta un sole sgranato.
Un mare difeso.
Un cielo diverso.
E non ci sarai tu.
*********************
Oggi verrei a casa tua,
farei questo lungo viaggio
solo per infilare questi versi
nella fessura sotto la porta,
non potrei rompere
il divieto di rivederci.
Niente, vorrei dirti,
solo questo niente.
Fu detto già tutto.
Da quando ci siamo separati
sopravviviamo,
siamo la rovina di quel tempo.
Ma questo mio niente dopo di te
mi sostiene e si rafforza,
cresce bene con gli anni,
si fa grande, muta la voce,
non vuole più stare con me,
esce sempre più spesso
a cercare altro niente,
inutilmente bello come fui.
I nostri occhi han fissato il sole,
non guardano più,
ricordano di aver visto.
A che servirebbe rivederti?
Perderei il mio niente.
Di tutte le cose che potevo fare
ho sempre scelto una sola,
monco di troppe vite non fatte
tu sei il Niente che mi ha scelto.
E ti appartengo sempre.
Il mio niente, Roberto Pazzi
il tuo sonno silenzioso.
Il tuo burro azzurro per le labbra.
Né la tua pelle, né il tuo odore.
Non ci sarà la tasca del pane.
Né un bagaglio essenziale.
Mi aspetta un sole sgranato.
Un mare difeso.
Un cielo diverso.
E non ci sarai tu.
*********************
Oggi verrei a casa tua,
farei questo lungo viaggio
solo per infilare questi versi
nella fessura sotto la porta,
non potrei rompere
il divieto di rivederci.
Niente, vorrei dirti,
solo questo niente.
Fu detto già tutto.
Da quando ci siamo separati
sopravviviamo,
siamo la rovina di quel tempo.
Ma questo mio niente dopo di te
mi sostiene e si rafforza,
cresce bene con gli anni,
si fa grande, muta la voce,
non vuole più stare con me,
esce sempre più spesso
a cercare altro niente,
inutilmente bello come fui.
I nostri occhi han fissato il sole,
non guardano più,
ricordano di aver visto.
A che servirebbe rivederti?
Perderei il mio niente.
Di tutte le cose che potevo fare
ho sempre scelto una sola,
monco di troppe vite non fatte
tu sei il Niente che mi ha scelto.
E ti appartengo sempre.
Il mio niente, Roberto Pazzi
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