Thursday, March 15, 2007

Terza notte insonne.
Non riesco a dormire.
Non riesco a pensare.
Non riesco a mangiare.
Sospesa, in attesa.
E non voglio risposta.
Che stia sbagliando?
Non può essere.
Ch'è un sentire
di pura gioia. In sé.
Ed ho paura, anche.
Ma è dinuovo e finalmente vita.
A prescindere.

Thursday, March 08, 2007

Raccolgo l'anima
di questi oggetti minuti.
I tappi di sughero
nella scatola indiana,
le bottiglie vuote
vicino al camino.
E questo ramo levigato
da milioni di onde,
da granelli di sabbia.
Lo accarezzo ogni sera,
ricordando il salto
fuori dal cerchio,
il nostro nascondiglio
fra le tamerici.
E il mare difronte.

Wednesday, March 07, 2007

Amsterdam

Ho capito adesso
cosa voleva dirmi.
Quando parlava
della quiete della lontananza,
dell'intermittenza.
E la voglia di un incontro.
Intenso. Breve.
Poi dinuovo bisogno di silenzio.
Ci sono arrivata. Tardiva.
Lectio brevis,
mi è stato prezioso Maestro.

Friday, March 02, 2007

E' sempre silenzio, soltanto.
Poca voglia di quotidianità. D'accordo.
Ma perché tutta questa distanza?
che sommata a quella reale,
davvero mi lascia altrove,
da sola.
E niente di nuovo. No.
Ironico destino.
Ma forse,
avevo appena immaginato
qualcos'altro.

Wednesday, February 28, 2007

Le Fate sono così piccole
che hanno posto
per un solo desiderio alla volta.

Le Sirene non sono buone,
ma sanno annegarti dolcemente
quando ti avvicini troppo.

Le Ninfe, fanciulle seducenti,
con furbizia e scaltrezza
possono portarti alla pazzia.

Alcune particolari creature invece
possono scegliere di volta in volta,
quale diversa natura assumere.


Tuesday, February 27, 2007

Hai abitato mente e corpo
per l'intera notte.
Erano mesi che non ti sognavo.
Erano giorni che neppure ti pensavo.
Questa notte ti ho liberato, senza pena.
Eri con la tua ninfa d'acero.
Il sole ad illuminare le sue foglie,
tra i capelli.
E non ho provato niente.
Nessun dolore.
Tu dinuovo con un sorriso,
tra voi l'intesa, l'incanto che ricordo.
E allora sia gioia per te.
Lontano da qui.
E finalmente sia gioia qui
anche per me.
Pan suona il suo flauto,
vicino al mio giaciglio.
Mi sorride curioso.
E ancora non conosce la favola bella,
che presto gli saprò narrare.

Monday, February 26, 2007

Non basta più lo spazio a contenere.
Non m'aspettavo di saperti così.
Avevo pronte altre parole, confesso.
Talmente tristi da non riuscire a dirle.
Credevo fossimo altrove.
Quell'altrove che non voglio per me.
Questo forse l'avevi intuito.
E mentre parlavi, io non capivo.
Pensavo ad una battuta magari,
ad un gioco nuovo.
Io, che mi ero obbligata al margine
con sforzo e volontà.
A non invadere, a non condividere.
Sfiduciata. Maldestra.
E mi scopro artefice della distanza
che non volevo.
Forse anche per questo,
lo hai detto guardando altrove,
confuso, con le braccia conserte.
E ti chiedo scusa per il mio silenzio,
per lo sguardo abbassato.

E' lo stesso per me,
ma non ho saputo dirlo.
Forse perché così inatteso.